Project Description

_Ordet Gallery

Un luogo che non è solo galleria d’arte, ma spazio dove sperimentare nuove forme d’innovazione artistica, in cui si susseguono mostre di artisti internazionali.

Prende il nome dal celebre film di Carl Theodor, il cult della cinematografia mondiale datato 1955, a cui si ispira per la sua capacità di essere contemporaneo nonostante l’anno di produzione. L’affinità tra il film e questo spazio è appunto un linguaggio, un modo di comunicare, che non può essere incasellato in un periodo storico perché eterno, sempre attuale.

250 mq di struttura danno vita ad un progetto in cui la condivisione di idee è al centro del suo dinamismo. Nel susseguirsi di mostre, tutte diverse, tutte veicolo di messaggi e tecniche affini ma divergenti, c’è il tentativo di estendere il format della mostra d’arte a qualcosa di più. Pratiche artistiche e appartenenze culturali che dialogano tra loro indagando sul punto d’incontro tra i loro linguaggi così diversi, che tuttavia cercano di rappresentare il medesimo mondo. 

 

Moda, pittura, cinema, letteratura, fotografia, scultura, musica, partono dai poli più distanti dell’intuizione artistica e trovano qui, in questo luogo al di là di qualunque pregiudizio estetico e ontologico, il modo di intrecciarsi per diffondere all’unisono il loro messaggio.

Un luogo che non è solo galleria d’arte, ma spazio dove sperimentare nuove forme d’innovazione artistica, in cui si susseguono mostre di artisti internazionali.

Prende il nome dal celebre film di Carl Theodor, il cult della cinematografia mondiale datato 1955, a cui si ispira per la sua capacità di essere contemporaneo nonostante l’anno di produzione. L’affinità tra il film e questo spazio è appunto un linguaggio, un modo di comunicare, che non può essere incasellato in un periodo storico perché eterno, sempre attuale.

250 mq di struttura danno vita ad un progetto in cui la condivisione di idee è al centro del suo dinamismo. Nel susseguirsi di mostre, tutte diverse, tutte veicolo di messaggi e tecniche affini ma divergenti, c’è il tentativo di estendere il format della mostra d’arte a qualcosa di più. Pratiche artistiche e appartenenze culturali che dialogano tra loro indagando sul punto d’incontro tra i loro linguaggi così diversi, che tuttavia cercano di rappresentare il medesimo mondo. 

 

Moda, pittura, cinema, letteratura, fotografia, scultura, musica, partono dai poli più distanti dell’intuizione artistica e trovano qui, in questo luogo al di là di qualunque pregiudizio estetico e ontologico, il modo di intrecciarsi per diffondere all’unisono il loro messaggio.

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