Project Description

_Chapeau house

Ampio, splendidamente luminoso, questo appartamento nobiliare si trova all’interno del palazzo monumentale Albertini di Cimitile, storico palazzo napoletano.

L’edificazione della struttura cominciò nel 1774 per volere di Giovanni Battista Albertini, che aveva già ben chiaro quello che voleva ottenere: un magnifico palazzo, la cui bellezza fosse esemplare per chiunque vi posasse gli occhi.

Durante i lunghi anni che lo hanno portato fino ai giorni nostri, l’edificio fu addirittura protagonista dei moti rivoluzionari del 1848, trovandosi ad essere terreno degli ultimi, violenti scontri dei rivoltosi contro le truppe borboniche.

L’appartamento è stato ristrutturato mantenendo in tutto e per tutto la nobiltà in cui era nato e con cui era stato concepito. 

Bianchi affreschi e pareti con carte dalle fantasie classiche sono arricchiti da intarsi del color dell’oro, in un susseguirsi di stanze dagli alti soffitti, caratteristiche delle abitazioni antiche. 

Gli arredamenti modernizzano l’ambiente soltanto nei loro materiali, nei design appartenenti ad un’epoca diversa, conformandosi tuttavia perfettamente all’atmosfera di contorno. Quasi come se gli elementi di novità si muovessero in punta di piedi, per non intaccare lo splendore di un luogo così colmo di storia. 

Ampio, splendidamente luminoso, questo appartamento nobiliare, oggi deposito di un collezionista d’arte, si trova all’interno del palazzo monumentale Albertini di Cimitile, uno degli edifici che meglio raccontano la storia della nobiltà napoletana di fine ‘700.

L’edificazione della struttura cominciò nel 1774 per volere di Giovanni Battista Albertini, Principe di Cimitile. Dopo aver acquistato il terreno da Carlo Acquaviva d’Aragona, l’Albertini fece partire il progetto avendo già ben chiaro quello che voleva ottenere: un magnifico palazzo, la cui bellezza fosse esemplare per chiunque vi posasse gli occhi. 

Durante i lunghi anni che lo hanno portato fino ai giorni nostri, l’edificio ospitò numerose famiglie aristocratiche e personalità di spicco, com’era usanza di quei tempi. Fu addirittura protagonista dei moti rivoluzionari del 1848, trovandosi ad essere terreno degli ultimi, violenti scontri dei rivoltosi contro le truppe borboniche.

L’appartamento è stato ristrutturato mantenendo in tutto e per tutto la nobiltà in cui era nato e con cui era stato concepito. 

Bianchi affreschi e pareti con carte dalle fantasie classiche sono arricchiti da intarsi del color dell’oro, in un susseguirsi di stanze dagli alti soffitti, caratteristiche delle abitazioni antiche. 

Gli arredamenti modernizzano l’ambiente soltanto nei loro materiali, nei design appartenenti ad un’epoca diversa, conformandosi tuttavia perfettamente all’atmosfera di contorno. Quasi come se gli elementi di novità si muovessero in punta di piedi, per non intaccare lo splendore di un luogo così colmo di storia. 

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