“Il luogo prescelto per la Thomas Dane Gallery partenopea è stato Villa Ruffo, nel quartiere di Chiaia, pregevole esempio di villa eclettica tardo-ottocentesca sviluppata su tre piani, incastonata in un giardino lussureggiante con piante di alto fusto di varia specie. Costruita alla fine del secolo da Beniamino Ruffo di Calabria, la dimora è stata da allora l’abitazione di una lunga serie di intellettuali tra cui il filosofo Benedetto Croce (1866-1952) e lo scrittore polacco trapiantato a Napoli Gustaw Herling (1919-2000).”

(OpenHouse Napoli)

“La galleria ha sede a Casa Ruffo, residenza, negli anni ’50, di Benedetto Croce. È contraddistinta da una splendida veranda, e ha un’anima classicheggiante. Insieme alla galleria è nato il progetto di residenza per artisti, per i quali l’eclettica bellezza di Napoli è fonte di ispirazione.”

(Italics Arts and Landscape)

“Sei ambienti più gli uffici, con un grande salone centrale e un’aura neoclassica a dominare il bell’appartamento all’interno di Casa Ruffo. Quattro gli artisti nella mostra inaugurale: così il gallerista britannico Thomas Dane presenta, insieme al socio Francois Chantala, la sua nuova galleria napoletana.”

“Lo spettatore viene accolto da un ampio salone centrale che in occasione della prima mostra è stato lasciato vuoto e attorno al quale si snodano le stanze che compongono la galleria. Ogni stanza è dedicata ad un artista che racconta con le sue opere, direttamente o indirettamente la sua idea di Napoli. La città è protagonista sia nelle opere che nell’idea di galleria di Thomas Dane.”

(ArtTribune)